Secondo il rapporto sul tema del rischio idrogeologico, presentato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), l’Italia è un paese fortemente esposto alla minaccia. Nove comuni su dieci sono a rischio frane e o alluvioni.

Sono tante le regioni il cui territorio è per intero a rischio idrogeologico, come ad esempio: Valle d’Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Basilicata e Molise. Nondimeno il resto delle regioni hanno percentuali elevate di territorio esposte a questi pericoli, come: Trentino, Piemonte, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Un altro dato allarmante è emerso dal rapporto dell’Ispra. Più di 7 milioni di cittadini vivono in aree a rischio idrogeologico, di cui oltre 1 milione in zone a pericolosità elevata di frane, e quasi 6 milioni in zone a pericolosità idraulica media.

Imprese e patrimonio culturale a rischio

Il rischio idrogeologico inoltre mette a repentaglio anche i locali di imprese e le opere d’arte. Circa 80 mila locali di imprese sono in aree a rischio frana, e più di 500 mila in aree a pericolo alluvione. A questi dati va aggiunto un totale di oltre 2 milioni di lavoratori in pericolo.

Purtroppo anche i monumenti, opere d’arte, edifici storici e tutto quello che fa parte del nostro patrimonio culturale sono a rischio. Secondo l’Ispra, il 18% del patrimonio culturale è in pericolo, anche in città d’arte come Roma, Venezia, Firenze e Ravenna.

Urbanizzazione la causa, #Italiasicura la soluzione

L’Ispra riporta che la principale causa è l’eccessiva urbanizzazione negli ultimi settant’anni. A confermare la tesi, il fatto che nelle aree ad elevata pericolosità frana si trovano, nella maggior parte delle circostanze, numerose quantità di superfici artificiali.

All’urbanizzazione si aggiungono altre cause come la negligente gestione delle aree agricole, i cambiamenti climatici e l’incuria delle foreste.

Per cercare di limitare il rischio idrogeologico il governo ha stabilito il piano #Italiasicura, che definisce l’inizio di interventi nelle zone attualmente più pericolose.

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