Il 2020 nasce con un’impronta green: l’imposta sul consumo dei manufatti in plastica è legge con l’obiettivo di ridurre tutte le confezioni pensate per un utilizzo “usa e getta”.

La Legge di bilancio 2020 (Legge n° 160 del 27/12/2019 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”) introduce ai commi 634-658 alcune modifiche sull‘imposta di utilizzo della plastica, ed in particolare sul consumo dei MACSI.
L’approvazione della Legge di Bilancio stabilisce dunque delle modifiche all’imposta che era stata introdotta ad ottobre 2019 sui manufatti in plastica per la tutela dell’ambiente.

In uno dei nostri precedenti articoli, trattavamo già l’allarme inquinamento dovuto all’utilizzo della plastica ed il contesto sociale degli ultimi mesi del 2019 hanno effettivamente aperto le porte a normative di questo tipo. Il nostro Paese, cioè, si allinea in questo modo alle tendenze di tutela dell’ambiente sempre più urgenti.

L’imposta sul consumo dei manufatti in plastica nel dettaglio

Con il termine ‘MACSI’ vengono indicati i Manufatti con Singolo Impiego “destinati ad avere funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari […] anche in forma di fogli, pellicole o strisce […] realizzati con l’impiego, anche parziale, di materie plastiche […]”

La legge specifica che sono esclusi da questa nuova imposta i manufatti compostabili (secondo la norma UNI EN 13432:2002), i dispositivi medici (ad esempio le siringhe) e i MACSI utilizzati per contenere e/o proteggere i medicinali.

A titolo esemplificativo vengono citati nella relazione illustrativa della Legge di bilancio (art. 79) “le bottiglie, le buste e le vaschette per alimenti in polietilene, i contenitori in tetrapak utilizzati per diversi prodotti alimentari liquidi (latte, bibite, vini, etc…) nonché i contenitori per detersivi realizzati in materiali plastici […] gli imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estendibili”.

Ma sono considerati MACSI anche i prodotti semilavorati utilizzati per la produzione dei MACSI stessi: in questo caso la legge si riferisce a prodotti come i tappi, le etichette.

Stiamo già pagando la tassa sulla plastica?

Per entrare in vigore la legge ha bisogno di un provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli; quindi le disposizioni saranno efficaci dal primo giorno del secondo mese successivo al provvedimento.
Posto che quest’ultimo dovrebbe essere emanato entro il mese di maggio 2020, le disposizioni dovrebbero entrare in vigore dal 1° luglio 2020.

Chi è soggetto al pagamento dell’imposta?

La Legge di bilancio specifica che l’obbligazione tributaria sorge in fase di produzione dei MACSI, ma anche qualora questi manufatti vengano importati sul territorio nazionale o introdotti nello stesso da altri Stati europei.
Sono soggetti al pagamento dunque il fabbricante di MACSI realizzati sul territorio nazionale, il soggetto che acquista i manufatti da altri Paesi UE o l’importatore nel caso di MACSI di produzione extra-UE.

L’imposta è fissata ad € 0,45 per chilogrammo di materia plastica ed il suo accertamento si basa sulle dichiarazioni presentate all’Agenzia delle Entrate con scadenza trimestrale.
Nel caso in cui l’imposta non venga effettivamente pagata, sono state stabilite sanzioni amministrative comprese tra il doppio e il decuplo della somma evasa e mai inferiore ad € 500,00.

È importante sottolineare che la legge introduce ance un credito d’imposta per l’adeguamento tecnologico ai fini di una produzione di manufatti compostabili: il beneficio è stabilito al 10% delle spese sostenute durante il 2020 fino ad un massimo di €20.000.

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