Il Pest Management comincia prima che compaiano gli infestanti

Quando un roditore viene avvistato in un magazzino o un insetto viene trovato vicino a una linea produttiva, la necessità di intervenire appare evidente. A quel punto, però, il problema è già diventato visibile e potrebbe essere presente da un tempo difficile da determinare.

L’infestante può essere entrato attraverso una porta lasciata aperta, una fessura strutturale, un passaggio impiantistico non sigillato o insieme a una materia prima. Può avere trovato alimento in un’area non correttamente pulita oppure essersi insediato in uno spazio poco accessibile alle ispezioni.

Il trattamento può essere necessario, ma non può esaurire l’analisi. Un programma efficace di Pest Management deve comprendere come si sia creata la criticità e intervenire sulle condizioni che l’hanno resa possibile.

È questa la logica dell’Integrated Pest Management: valutare le possibili soluzioni e scegliere quelle più efficaci in relazione al sito, all’ambiente e all’infestante target. Non esiste quindi un programma standard valido per ogni stabilimento. Esistono principi comuni che devono essere adattati alla realtà operativa.

Dalla disinfestazione alla gestione integrata

Il Pest Management viene ancora talvolta associato quasi esclusivamente all’impiego di trappole, esche o prodotti biocidi. Si tratta di strumenti importanti, ma rappresentano soltanto una parte del sistema.

La gestione integrata punta anzitutto a evitare che l’infestante trovi nel sito le condizioni necessarie per entrare, sopravvivere e proliferare. Il controllo diretto interviene quando le misure preventive non sono state sufficienti oppure quando una presenza deve essere eliminata rapidamente.

La Best Practice Guideline BRCGS richiama proprio la necessità di progettare un programma di prevenzione e gestione, definire le modalità di esclusione, organizzare il monitoraggio e stabilire le azioni da adottare in caso di infestazione.

Questo cambia anche il modo in cui si valuta l’efficacia del servizio. Un buon programma non si misura dal numero dei trattamenti eseguiti, ma dalla capacità di ridurne progressivamente la necessità.

Impedire l’ingresso prima di dover intervenire

Gli infestanti possono essere causa di contaminazioni microbiologiche e fisiche, danneggiare gli imballaggi e compromettere materie prime, prodotti o ambienti di lavorazione. Per questo l’esclusione rappresenta una delle prime misure da considerare.

Occorre verificare lo stato di porte, finestre, coperture, scarichi e passaggi degli impianti. Anche aperture apparentemente limitate possono essere sufficienti per consentire l’ingresso di insetti o roditori.

Le aree di carico e scarico richiedono particolare attenzione. Le porte possono rimanere aperte per esigenze operative, ma questa condizione deve essere gestita riducendo i tempi di esposizione e adottando misure coerenti con il livello di rischio.

Il controllo strutturale non dovrebbe quindi limitarsi a una verifica occasionale. Deve entrare nel programma di manutenzione e produrre azioni tracciabili, con responsabilità e tempi di risoluzione definiti.

La manutenzione fa parte del Pest Management

La gestione degli infestanti non riguarda soltanto il responsabile qualità o l’impresa di disinfestazione. Coinvolge anche manutenzione, produzione, acquisti, pulizie e gestione dei servizi esterni.

Il tecnico può individuare una fessura, una porta danneggiata o una zona difficilmente ispezionabile, ma la rimozione della criticità richiede spesso l’intervento di altri reparti. Il Pest Management è quindi un tema trasversale, perché le condizioni che incidono sul rischio dipendono dall’intera organizzazione.

Una manutenzione rinviata può mantenere aperta una via di accesso. Un nuovo macchinario può creare uno spazio non più raggiungibile durante le pulizie. Una modifica del layout può rendere inefficace la posizione di un dispositivo di monitoraggio.

Ogni cambiamento dell’edificio o del processo dovrebbe essere osservato anche dal punto di vista del rischio infestanti.

Ridurre alimento, acqua e rifugi

Anche un sito strutturalmente protetto può diventare vulnerabile se offre condizioni favorevoli.

Residui di lavorazione, polveri alimentari, materiali dispersi e rifiuti non correttamente gestiti costituiscono fonti di attrazione. Perdite, condensa e ristagni d’acqua possono sostenere la presenza di diverse specie. Pallet, attrezzature inutilizzate e materiali accantonati possono creare rifugi difficili da ispezionare.

La pulizia deve quindi essere valutata non soltanto dal punto di vista visivo, ma anche in relazione al rischio di infestazione. Occorre considerare ciò che può accumularsi sotto gli impianti, dietro le scaffalature, lungo le pareti e nelle aree meno frequentate.

Anche la gestione dei rifiuti incide direttamente sull’efficacia del programma. Posizione dei contenitori, frequenza di svuotamento, chiusura e pulizia delle aree di raccolta possono aumentare o ridurre l’attrattività del sito.

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Osservare anche l’ambiente esterno

Il perimetro aziendale non rappresenta un confine per gli infestanti. Vegetazione non controllata, ristagni, materiali accatastati, corsi d’acqua, reti fognarie o attività vicine possono influenzare la pressione sul sito.

Questi fattori non sono sempre eliminabili, ma devono essere conosciuti e inseriti nella valutazione del rischio.

Uno stabilimento collocato in un’area particolarmente esposta richiederà misure differenti rispetto a un sito situato in un contesto meno favorevole. Potranno cambiare la frequenza delle ispezioni, il numero dei dispositivi e l’intensità dei controlli sul perimetro.

La gestione integrata nasce proprio dalla capacità di personalizzare il programma, evitando sia misure insufficienti sia soluzioni applicate automaticamente.

Anche le merci possono introdurre il rischio

Porte e finestre non sono gli unici punti di ingresso. Infestanti e tracce di attività possono arrivare attraverso materie prime, imballaggi, pallet e mezzi di trasporto.

Il controllo delle merci in ingresso dovrebbe considerare lo stato dell’automezzo, l’integrità degli imballaggi e l’eventuale presenza di fori, rosure, filamenti o insetti.

Quando emerge un sospetto, devono essere già definite le modalità di gestione. Il materiale non dovrebbe essere trasferito automaticamente nel magazzino, perché potrebbe diffondere la criticità ad altre aree. Occorre poterlo isolare, valutare e trattare secondo procedure coerenti con il rischio.

Anche in questo caso il Pest Management si collega alla qualifica dei fornitori, alla logistica e alla gestione delle non conformità.

Il trattamento deve eliminare anche le cause

Quando un’infestazione viene accertata, il sito deve disporre delle risorse necessarie per intervenire rapidamente e prevenire rischi per prodotti, materie prime e imballaggi. Il programma deve inoltre rispettare la normativa applicabile.

L’intervento diretto può eliminare o contenere la presenza, ma deve essere accompagnato da una verifica più ampia. Occorre comprendere l’estensione del problema, valutare i materiali potenzialmente coinvolti e individuarne le cause.

Se la via di ingresso rimane aperta, una fonte alimentare non viene rimossa o l’area continua a offrire rifugio, il trattamento produrrà soltanto un risultato temporaneo.

Il Pest Management comincia quindi prima che compaiano gli infestanti, perché il suo obiettivo non è soltanto affrontare l’emergenza. Deve costruire un sistema capace di ridurre nel tempo la probabilità che quell’emergenza si verifichi.

 

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