Etichetta trasparente anche per i salumi: una delle novità introdotte dal 2020. L’etichettatura alimentare è un argomento molto delicato, che negli ultimi anni ha ricoperto un ruolo sempre più importante per la tutela del consumatore e per la trasparenza aziendale.

Una breve descrizione in tappe dei principali obblighi scattati per indicare in etichetta l’origine dei prodotti:

  • 2002: carne bovina (in seguito all’emergenza della “mucca pazza”;
  • 2003: ortofrutta fresca;
  • 2004: uova e miele;
  • 2005: latte fresco e pollo;
  • 2008: passata di pomodoro;
  • 2017: latte e derivati;
  • 2018: pelati, polpe, concentrato e tutti i derivati del pomodoro, come salse, conserve e sughi; pasta e riso.

La seduta del 18 dicembre 2019 della Conferenza Stato-Regioni infine dichiara di aver trovato un’intesa in tema di suinicoltura.
Il provvedimento richiede che i produttori indichino in etichetta il Paese in cui nascono gli animali (indicato come Paese di nascita), lo Stato in cui questi vengono allevati (Paese di allevamento) ed il Paese in cui vengono macellati (Paese di macellazione).
Nel caso in cui l’animale sia stato trattato da un unico Paese dalla nascita alla macellazione, il produttore è autorizzato ad indicare il semplice termine di “Origine”, se tale condizione accade in Italia il produttore può utilizzare la dicitura “100% italiano”.
Laddove la carne provenga da animali che sono stati trattati in uno o più Paesi dell’Unione Europea o extra-europei, è possibile indicare solo la voce “Origine: UE” oppure “Origine: extra UE”.

Etichettatura alimentare: gli obblighi generali

Il Ministero della Salute ha pubblicato un breve dépliant illustrativo in merito all’etichettatura alimentare, per diffondere la conoscenza dei criteri minimi richiesti ai produttori alimentari. Le informazioni riportate in etichetta infatti svolgono un ruolo importante per permettere al consumatore di procedere con acquisti consapevoli in merito alla sua salute e alla sua dieta.

Secondo l’Art. 1 Reg. 1169/2011, l’etichetta è definita come “qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna tale imballaggio o contenitore.”

Le indicazioni obbligatorie da inserire sono le seguenti:

  • Denominazione dell’alimento
    Insieme all’indicazione dello stato fisico nel quale si trova il prodotto o dello specifico trattamento che ha subito. È importante riportare cioè se, ad esempio, il prodotto è «in polvere» oppure se «surgelato», «concentrato», «affumicato».
  • Elenco degli ingredienti
    L’elenco di tutte le sostanze utilizzate, in ordine decrescente di peso. Deve essere accompagnata dall’indicazione degli allergeni, scritti in modo da permettere di visualizzarne rapidamente la presenza.
  • Durabilità del prodotto
    In questo caso è importante distinguere due indicazioni differenti: la data di scadenza ed il Termine minimo di conservazione. La differenza tra i due è utile soprattutto per evitare gli sprechi e che un prodotto venga gettato quando ancora commestibile.
    • Data di scadenza: un’informazione utile soprattutto nel caso di prodotti molto deperibili, questo dato deve essere preceduto dalla dicitura “Da consumare entro il”, che indica il limite oltre il quale il prodotto non deve essere consumato.
    • Termine minimo di conservazione (TMC): un dato importante soprattutto nel caso di alimenti che possono essere conservati più a lungo. In questi casi il consumatore troverà la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il”: questo significa che il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche (come sapore e odore) ma può essere consumato senza rischi per la salute.
  • Condizioni di conservazione ed uso
    Si tratta di un’informazione importante per sapere come conservare e utilizzare adeguatamente gli alimenti dopo l’apertura della confezione.
  • Paese d’origine e luogo di provenienza
    Un’indicazione obbligatoria per molti prodotti tra cui i salumi di origine suina.
  • Dichiarazione nutrizionale
    In particolare sono obbligatorie indicazioni su dati come il valore energetico, i grassi, gli acidi grassi saturi, i carboidrati, gli zuccheri, le proteine ed il sale.
    Nello specifico dell’indicazione del valore energetico, questa può essere riferita a 100 g/100 ml del prodotto oppure alla singola porzione e viene espresso in percentuale alle assunzioni di riferimento per un adulto medio (circa 2000 kcal al giorno).

Etichettatura alimentare: perchè?

Un’etichetta trasparente è sempre un traguardo importante sia per il produttore che in questo modo ha la possibilità di dimostrare il proprio lavoro e godere di una concorrenza leale. Ma anche per il consumatore finale, che non viene più attratto in inganno da diciture o loghi ad effetto, che spesso richiamano un’origine nazionale anche se il prodotto utilizzato arriva da Stati diversi e sottoposti ad una diversa regolamentazione.

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