Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR – Regolamento UE 2016/679) approvato dall’Unione Europea è entrato in vigore il 25 maggio 2018.

Pochi giorni nei quali si sono accumulate tante incertezze relative all’applicazione delle modalità richieste a protezione dei dati e, soprattutto, all’interpretazione del termine “trattamento” sul quale si innesta il cuore del regolamento.

L’Ing. Gian Luca Lombardi, esperto di privacy online oltre che tradizionale, scioglie ogni dubbio nel nostro corso online.

Trattare dati personali: cosa significa?

Qualsiasi azione che riguardi i dati personali rientra nell’ambito di quello che viene definito trattamento. Dalla raccolta, anche attraverso la compilazione di semplici schede informative, all’organizzazione, alla conservazione, all’archiviazione, all’estrazione, alla consultazione, alla trasmissione, alla diffusione fino ad arrivare alla distruzione dei dati.

Ciò che si tende a trascurare di più è l’ultimo di questi passaggi, la cancellazione o distruzione. “Quando dismettiamo un PC che ha conservato al suo interno dei dati personali altrui – spiega Lombardi – possiamo farlo soltanto se cancelliamo in maniera definitiva quel tipo di informazioni, attraverso tecniche digitali e fisiche atte a distruggere il contenuto dell’hard disk”. Con la carta l’operazione diventa più semplice. Basta avere un trita documenti.

Droni e telecamere esenti?

L’assenza di registrazione delle immagini non solleva dall’obbligo di attenersi alle norme introdotte dal Regolamento Europeo. I droni che inquadrano il vicino a bordo piscina o la telecamera di video sorveglianza installata all’ingresso di casa catturano dati che, anche se non registrati, sono comunque oggetto di trattamento dei dati personali.

Quindi attenzione ad utilizzare questi mezzi e soprattutto a mettere in campo qualsiasi tipo di iniziativa che potrebbe mettervi in conflitto con il nuovo Regolamento sulla Privacy.

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