Deducibili dal reddito, entro il limite di 10.000 euro annui, le spese per la formazione dei professionisti.

La scorsa settimana è stato fatto un grande passo avanti nei riguardi della formazione di qualità, il Senato ha approvato il disegno di legge contenente “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”.

Fino ad oggi qual è stata la deducibilità delle spese di formazione?

La passata disciplina normava che le spese sostenute da un professionista, relative alla partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, seminari e convegni, erano deducibili al 50% dell’ammontare.

Ad esempio: a seguito dell’acquisto di un corso e-learning di 100 euro IVA esclusa, il professionista aveva un esborso di 122 euro, di cui 22 euro di IVA. Solamente 50 euro dei 100 euro spesi erano deducibili (tralasciando l’IVA, che per i titolati di P.IVA non è un costo), e quindi andavano ad abbattere l’imponibile complessivo che determina lo scaglione di reddito all’interno del quale ricade il professionista, mentre 50 euro erano un costo sostenuto dallo stesso professionista.

Spese di formazione, cosa cambia?

Oggi la differenza è sostanziale, poiché di quei 100 euro spesi per lo svolgimento di un corso di formazione, tutti possono essere dedotti, sino ad un limite massimo di 10.000 euro.

Questo comporta un radicale passaggio ad una formazione di livello più elevato, dato che diventa così inutile seguire corsi low cost e poco interessanti, con la sola finalità di ottenere crediti formativi. La deducibilità pressoché totale delle spese di formazione farà si che la formazione di qualità cresca.

La nuova legge, più esaustiva rispetto alla precedente, specifica che al di là dei suddetti convegni, seminari e corsi di aggiornamento professionale, vengono ricompresi all’interno del comma 5 dell’articolo 54 TUIR, anche master e corsi di formazione.

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Entrata in vigore

Le nuove normative si applicano “a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017”, quindi avranno validità riguardo alle spese sostenute nel corso del 2017, da considerare per la dichiarazione dei redditi del prossimo anno.

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