Già si vociferava tra regioni e autonomie locali, sull’ennesima proroga relativamente all’entrata in vigore del nuovo APE (Attestato di Prestazione Energetica), così e stato!

Si passa dal 1 luglio 2015, l’ultima data di cui si era sentito parlare, al 1 Ottobre 2015. Roma si è dimostrata ancora una volta clemente nel periodo estivo.

La principale novità, che se si fosse riflettuto bene sarebbe dovuta essere la prima cosa da analizzare all’entrata in vigore del primo APE, è quella di un Attestato di Prestazione Energetica unico a livello nazionale, a cui le Regioni dovranno adeguarsi entro 2 anni dall’entrata in vigore.

La metodologia di calcolo risulterà davvero uniforme? O ogni Regione interverrà con piccole integrazioni o modifiche che tanto fanno penare i tecnici? La formazione in materia, varierà in numero di ore,  modalità di frequenza e modalità d’esami? Speriamo di no!

Altre specifiche saranno in merito alla prestazione globale dell’edificio, in termini: di energia primaria totale, di forma rinnovabile (eolica, solare, geotermica, biomasse), di forma esauribile (petrolio, gas naturale, carbone), nucleare (non considerato nel nostro paese), di qualità energetica dell’edificio.

L’APE, revisione ottobre 2015, si ipotizza con 10 classi energetiche, la migliore A4, la peggiore G, con validità confermata decennale.

In base alle decine di corsi in materia di certificazione energetica, organizzati negli anni dal nostro staff, sia in aula che online, siamo a ricordare alcune semplici cose fondamentali per un Certificatore, ma che spesso si dimenticano:

  • è necessario effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o unità immobiliare, per il reperimento e verifica di documenti e di dati;
  • la sanzione minima per un APE errato è di 700 euro per il certificatore, 1000 euro per il costruttore, e 3000 euro per mancanza di redazione.

Attenzione a prendere un APE sotto gamba.

Sarà davvero uniformato il tutto? Sarà predisposto ed ottimizzato un sistema di gestione unificato degli APE? Il SIAPE? Si arriverà all’integrazione con il catasto?

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