Come lavorare in team e come delegare: due veicoli di crescita professionale e umana

Risultare efficienti sul posto di lavoro ma anche nelle relazioni quotidiane è certamente una qualità auspicabile sia per la propria crescita personale che per la propria crescita professionale. Ma come è possibile raggiungere un miglioramento qualitativo in termini di ottimizzazione del tempo, energie e risultati?

In questo articolo ti spiegheremo come lavorare in team e come delegare una persona a svolgere un compito, due esercizi che, se svolti in maniera ottimale e rispettosa, porteranno risultati migliorativi sia sul posto di lavoro che nella vita di tutti i giorni. Ma non dimenticare di dare un feedback (o feedback a sandwich) al tuo interlocutore, è un fattore di progresso determinante!

1. La programmazione neurolinguistica come disciplina che permette di lavorare in team in maniera attiva

La programmazione neurolinguistica altro non è che una disciplina che racchiude i modi di comunicare dell’essere umano, che possono essere classificati in:

  • Linguaggio verbale: costituito da parole e discorsi che hanno lo scopo di trasmettere un messaggio;
  • Linguaggio paraverbale: rientrano in questa categoria tutti quegli elementi della comunicazione verbale che non sono parole vere e proprie, ma possono includere il tono di voce, la velocità di pronuncia e l’intonazione. Tutti elementi che trasmettono l’intenzione e il sentimento della persona che comunica;
  • Linguaggio non verbale: si esprime spontaneamente e dice la verità. Ne fanno parte i gesti, i movimenti del corpo e le espressioni del viso.

 

Vien da sé intuire che lavorare in team abbia alla base la necessità di dover comunicare, ed è proprio qui che entra in gioco la programmazione neurolinguistica come veicolo di miglioramento delle interazioni. Sia che si tratti di un lavoro di gruppo da svolgere al lavoro, sia che si tratti di un gruppo di amici che deve organizzare un viaggio, è sempre importante considerare e valorizzare i seguenti elementi comunicativi:

  • sapere il motivo per cui si svolge un determinato compito;
  • conoscere il destinatario;
  • creare fiducia all’interno del team, in quanto sarà più spontaneo essere disponibili gli uni nei confronti degli altri;
  • utilizzare il confronto e il perseguimento di obiettivi comuni in chiave produttiva;
  • essere reciprocamente responsabili del compito da svolgere e avere rispetto gli uni degli altri;
  • dare feedback precisi e veritieri.

2. Il feedback come stimolo al miglioramento

Come lavorare in team accettando il feedback in qualità di incentivo di crescita e non come fallimento?

Quando si lavora in gruppo, grande o piccolo che sia, è sempre importante dare un feedback sul compito svolto. Quest’ultimo deve essere realistico, sincero, diretto e deve rimandare ad un’azione migliorativa. Molte persone, infatti, necessitano di un riscontro costruttivo da parte degli altri per sentire validato il proprio lavoro, in questo modo saranno più motivate a correggere eventuali errori e a portare a termine il proprio compito. Ma attenzione, fatelo sempre con rispetto e gentilezza!

Ci sono diversi modi per dare un riscontro, ma esiste una scuola di pensiero che ha identificato nel feedback a sandwich una condotta ideale.

Ma che cos’è il feedback a sandwich? Quest’ultimo segue tre livelli:

  1. dare un feedback specifico e positivo su cosa ha funzionato;
  2. consigliare gentilmente dei miglioramenti su cosa non ha funzionato;
  3. individuare le azioni correttive necessarie per raggiungere l’obiettivo.

 

In questo modo, la persona sarà disposta positivamente ad accettare eventuali comportamenti o passaggi da migliorare.

3. Delegare una persona in maniera professionale

A volte fare ricadere tutto sulle proprie spalle non è sinonimo di successo personale o professionale, ma peggiora notevolmente la qualità del proprio lavoro. Questo accade perché si tende a voler mantenere il controllo su tutte le responsabilità che ci vengono assegnate (dal datore di lavoro o dalla vita), ma molto spesso accade che agiamo di fretta e commettiamo più errori di quelli che faremmo se spalmassimo il lavoro su più persone.

Per questo motivo è rilevante sapere come delegare una persona a eseguire un compito in maniera efficace.

Ciò che conta è sapere come agire. In primis, è necessario mettere la persona giusta al posto giusto, cioè qualcuno che abbia le capacità di portare a termine il lavoro. Successivamente, è essenziale assegnare i compiti in maniera graduale, cioè in base all’esperienza e alle competenze della persona. Infine, sarebbe preferibile delegare un compito dai risultati specifici e misurabili, in maniera tale da sapere in anticipo le risorse necessarie al conseguimento dell’obiettivo finale e alla misurazione dello stesso.

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