Tutti i tecnici che utilizzano materiali riciclati per i loro progetti otterranno più chance di progettare e ottenere lavori per le nuove costruzioni anche dai cantieri della Pubblica Amministrazione.

Grazie al Collegato Ambiente sono stati stabiliti, per i progetti di edilizia, criteri minimi ambientali che consentono l’abbattimento dei consumi energetici e il risparmio delle risorse naturali; tutto ciò è previsto dal DM 24 dicembre 2015, che pone anche una valutazione all’uso connesso dei materiali riciclabili e di post consumo, pari al 5% del punteggio tecnico.

Il progettista nel caso utilizzasse materiali riciclati dovrà dichiarare la provenienza del materiale, il possesso della marcatura e come intende usare tali materiali.

Il minore impatto sulla salute e sull’ambiente è tra i criteri che vengono esplicitati e premiati all’interno del Codice degli Appalti. All’interno di questo, nello specifico dell’articolo 95, tutti coloro che intendono indire gare d’appalto, utilizzando il criterio dell’offerta economicamente più conveniente, sono obbligati a indicare tutti quei criteri riconosciuti di maggior valore durante l’analisi delle offerte, e tra questo spicca il suddetto valore.

Una maggior considerazione della salute e dell’ambiente è un criterio che va ad aggiungersi ai minimi presenti nel DM 24 dicembre 2015:

  • prestazione energetica degli edifici;
  • l’inserimento del progetto all’interno dell’ambiente naturale e del paesaggio;
  • la presenza e l’organizzazione degli spazi verdi;
  • la permeabilità dei terreni;
  • la gestione delle attività di cantiere.

Ricordiamoci che la prima norma su l’utilizzo di materiali riciclabili è stata fatta dal Collegato Ambiente; seguito poi dal Codice Appalti, che ha dato la possibilità alle amministrazioni di dare criteri e punteggi all’interno dei bandi di gara a coloro che utilizzano materiali riciclati o di post consumo.

 

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