Spesso quando parliamo di accessibilità pensiamo a quelle persone che hanno difficoltà negli spostamenti e che hanno un certo tipo di difficoltà, l’accessibilità invece parla di tutte le persone, e riguarda la diversità umana.

Quando parliamo di accessibilità dobbiamo anche parlare di bisogni e desideri, perché dobbiamo rappresentare i bisogni e i desideri di tutte le persone senza distinzioni.

Per il Professore Dino Angelaccio l’accessibilità è rendere agibile il diritto alla bellezza, che non è sancito da nessuna normativa, ma è una responsabilità, soprattutto nel nostro paese, che deve rendere agibile i nostri beni culturali a tutte le persone.

A livello europeo, negli ultimi tre anni, i territori che hanno investito sull’accessibilità, anche in chiave turistico-culturale, hanno dei dati che sono incontrovertibili, cioè hanno avuto un incremento di fatturato di una forbice che va dal 19 al 24% e un aumento di presenze turistiche che va dal 22% al 27%.

Purtroppo una delle debolezze dell’accessibilità è quella che ci siano dei progetti in Italia ormai da 5 anni, che non riescono a legarsi ad un network e non riescono ad essere visibili.

Quindi possiamo dire che l’accessibilità è sicuramente uno strumento interdisciplinare che aggrega persone, idee, competenze e lavoro.

 

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