Pensate che la progettazione centri benessere sia una tendenza moderna? Con il temine SPA oggi indichiamo comunemente centri benessere, termali e i luoghi che forniscono trattamenti per la cura del corpo.

Ma perché si chiamano SPA? Secondo alcuni il termine è stato mutuato dal nome della città belga, che sin dal XVI secolo è nota per le proprietà minerali delle sue acque. Per altri invece il termine deriva dall’acronimo latino “Salus Per Acquam”, vale a dire la “Salute per mezzo dell’acqua”.

Negli ultimi venti anni i centri benessere hanno subito una profonda trasformazione e hanno visto un interesse sempre più crescente. In questo articolo approfondiamo il percorso storico che ci ha condotto ad immaginare i centri benessere come li conosciamo oggi.

Storia e progettazione centri benessere

Vi siete mai chiesti quando sono nate le SPA? È una domanda insolita, ma se ci pensiamo bene conosciamo la risposta! Senza rendercene conto l’abbiamo studiata a scuola e ne abbiamo riconosciuto le vestigia durante le nostre “vacanze romane”.

Le terme sono un ambiente di moda nella Roma antica, dal periodo repubblicano fino all’età imperiale. Le zone termali nascono in luoghi dov’è possibile utilizzare sorgenti naturali di acque calde. Inizialmente sono piccoli centri, ma con il tempo assumono dimensioni monumentali e assolvono una duplice funzione: da un lato sono luoghi di igiene e cura, dall’altro diventano veri e propri centri di ritrovo socio-culturale.

Nel periodo dell’Impero Romano è sempre più importante la progettazione centri benessere e si diffondono imponenti complessi termali pubblici, anche grazie allo sviluppo di nuove tecnologie che rendevano possibili il riscaldamento delle acque in zone interne alle città. Le aree termali sono pubbliche, accessibili a tutti i romani a prescindere dalla loro estrazione sociale; sono frequentate quotidianamente, soprattutto durante il pomeriggio e diventano così un vero luogo di incontro e coesione sociale. Successivamente i patrizi iniziano a costruire nelle loro ville, sale da bagno private dove poter svolgere bagni di acqua calda e fredda e altri locali dove potersi dedicare a trattamenti come massaggi e saune. Le terme pubbliche più importanti sono quelle di Caracalla, mentre le classi sociali più agiate frequentano le terme di Agrippa e di Nerone.

Le terme erano impreziosite da marmi e mosaici pregiati, riunivano aree con diverse funzioni: piscine di acqua calda e fredda (frigidarium, tepidarium e calidarium), palestre dedicate alla ginnastica, luoghi per la depilazione, biblioteche, giardini con imponenti fontane e luoghi di commercio, dove si svolgevano attività di affari. La società romana amava molto questo tipo di attività e anche per i legionari rappresentano un luogo di giovamento a seguito delle lunghe battaglie intraprese. I benefici delle acque termali sono poi stati diffusi in tutte le zone colonizzate dall’esercito romano, come ad esempio in Mesopotamia ed in Egitto, dove vengono costruiti complessi termali sempre più innovativi.

In questo periodo, le terme rappresentano anche un ambiente con un ruolo medicinale e terapeutico. Si svolgono lunghi soggiorni curativi sottoponendosi a trattamenti per migliorare funzioni organiche come il respiro, l’attività cardiaca, il flusso sanguigno e la sudorazione. Si utilizzano gli effetti del bagno in acqua, in particolare per la pressione idrostatica, il galleggiamento e le diverse gradazioni di calore.

A seguito della caduta dell’Impero Romano e dei molteplici danni causati dalle invasioni barbariche alle opere idrauliche e con l’avanzare del Cristianesimo, le terme subiscono un progressivo abbandono poiché il culto religioso chiedeva ai fedeli di condurre una vita pudica e legata alla semplicità, senza cedere alla tentazione del piacere e della promiscuità.

Durante il Medio Evo le acque termali perdono la loro valenza edonistica e sociale. Assistiamo ad una trasformazione nel modo di intendere i complessi termali, che assumono un ruolo completamente curativo. Le acque come quelle sulfuree vengono prescritte in particolare per sanare le malattie della pelle o la sterilità femminile; alle terapie conosciute nel passato, inoltre, si uniscono trattamenti innovativi come le terapie sudatorie all’interno delle grotte naturali, i fanghi e l’inalazione di vapori.

Anche nel periodo rinascimentale assistiamo ad un rinnovato interesse nei confronti delle cure termali.  Grazie all’invenzione della stampa aumenta la divulgazione di massa di trattati medico-scientifici e si diffondono notizie di personaggi illustri come il papa Bonifacio VIII e Petrarca, che dichiaravano di essersi curati con questi nuovi trattamenti.

Sull’onda di questo rinnovato interesse medico-scientifico rispetto alle cure termali, nel corso del XIX secolo assistiamo ad una svolta. Lo sviluppo del metodo sperimentale e il progresso delle scienze porta gli studiosi a concentrarsi sulle indagini di composizione delle acque. Gli impianti vengono ampliati e riuniti in centri con lussuosi alberghi. Le terme diventano un luogo di salute, di arricchimento sociale e culturale, ma anche un luogo di lusso riservato ad una piccola élite.

Il tema dell’acqua

Già nel trattato medico “Corpus Hippocraticum”, Ippocrate descrive gli aspetti benefici dell’acqua sul corpo dell’uomo in modo scientifico: ne studia i caratteri chimici ed organolettici, gli effetti dei bagni caldi e freddi, l’impatto sull’igiene oltre che le conseguenze dei bagni nella cura di diverse malattie.  

L’elemento dell’acqua è infatti un tema ricorrente nella storia della progettazione centri benessere e delle SPA. Si tratta di un concetto simbolico legato all’idea di salute e benessere psico-fisico.

Già i fenomeni di culto e luoghi di pellegrinaggio ritrovano nell’elemento dell’acqua un simbolo spirituale e un elemento curativo.

Le terme, e più in generale i centri benessere che sono solitamente completati da numerosi specchi d’acqua hanno ripreso questo concetto simbolico e lo hanno trasformato in un ambiente dove la mente e il corpo dell’uomo sono una cosa sola. Una visione olistica che restituisce all’acqua un ruolo terapeutico.

Il “nuovo” concetto di benessere mente-corpo

Oggi il settore del benessere è ritornato in auge e dedica la sua attenzione anche al mondo dell’arte e della bellezza. L’architettura del benessere non racconta solo un’estetica superficiale, ma ripensa le basi architettoniche per metterle al servizio di un’area dedicata al benessere, al relax e al silenzio.

La progettazione centri benessere e spa richiede sempre più attenzione ai materiali utilizzati, agli impianti di riscaldamento e condizionamento scelti, all’illuminazione degli ambienti oltre che alla stessa pianificazione delle diverse aree.

I centri wellness oggi non sono più concentrati sull’aspetto estetico o sui trattamenti sanitari, ma sono creati con l’obiettivo di offrire un benessere che coinvolga corpo e mente. È per questo che alcune SPA sono inserite in contesti naturali spettacolari o che alcune saune hanno vetri che permettono di ammirare il tramonto, il lago, le montagne in cui sono incastonate.

I medici riconoscono lo stress come una delle malattie principali del nostro tempo e la “modalità offline” che offrono i centri benessere sembra essere una soluzione curativa che funziona.

Oggi le aree benessere sono diventate oasi di riposo per il corpo e per la mente. Luoghi dove riacquisire le energie spese nella vita quotidiana e dove farsi coccolare. Le sale fitness e la stanza dedicata allo yoga non sono più ritenuti ambienti troppo distanti fra loro, ma anzi vengono richiesti e inseriti nelle progettazioni delle SPA più moderne.

La lingua anglofona ha tre diversi termini per tradurre “malattia”: sickness, illness e disease. Sickness indica la percezione della società nei confronti di una malattia, disease fa riferimento ai problemi organici a causa della malattia. Con la parola illness invece si indica l’esperienza personale del malato, la sua percezione di malessere, la sensazione che ci sia qualcosa che non va. È proprio questo il termine che si contrappone a “wellness” e questa contrapposizione rende ancora più chiaro cosa cerchiamo oggi in una SPA: un ambiente che ci permetta di sentire che stiamo bene e che anima e corpo sono connessi.

Riconosciamo cioè un rinnovato interesse nei confronti del benessere, inteso come desiderio dello “stare bene con se stessi”. Non solo in termini fisici, ma anche (e forse soprattutto) con la nostra mente.

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