La Politica Agricola Comune, meglio conosciuta come PAC, è uno dei progetti politici comunitari più importanti dell’Unione Europea, gestita e finanziata grazie a risorse economiche del bilancio europeo.

Istituita negli anni ’50 del secolo scorso, la PAC s’inseriva nel particolare contesto storico del secondo dopoguerra caratterizzato dalla scarsità di scorte alimentari e da una condizione di arretratezza rurale.
Nasce, quindi con l’obiettivo di garantire a tutti l’accesso alle risorse, utilizzando specifiche politiche sui prezzi e destinando finanziamenti alla produzione agricola e alimentare.

Per il periodo 2014-2020 l’UE ha stanziato il 38% del suo bilancio totale per le politiche agricole, mettendo a disposizione più di 408 miliardi di euro al settore rurale. Le azioni messe in atto, tuttavia, non sono apparse sufficienti e oggi gli addetti ai lavori chiedono una nuova riforma della Politica, che riesca a sostenere le aziende e gli agricoltori nella gestione del settore primario europeo.

In questo articolo abbiamo raccolto i primi input sul futuro della PAC e sui progetti dell’Unione Europea rispetto alla sua nuova programmazione prevista per il 2021-2027.

Il contesto in cui si inserisce la PAC è cambiato radicalmente rispetto a quello della sua origine e di conseguenza le sfide attuali della Politica Agricola Comune si sono modificate. Tra queste troviamo la necessità di:

  • garantire una produzione alimentare sostenibile per restare al passo con la crescita esponenziale della popolazione mondiale;
  • gestire il problema dei cambiamenti climatici e le conseguenti modifiche delle colture nelle diverse aree geografiche;
  • tutelare le aree rurali all’interno dell’Unione Europea.

LA NUOVA PROGRAMMAZIONE 2021-2027

Il 23 luglio 2019 la Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo si è riunita per la prima volta e ha chiesto a Phil Hogan, attuale commissario, di accelerare le pratiche per la redazione del regolamento transitorio che dovrebbe entrare in vigore nel passaggio tra le due PAC: la prima che terminerà nel 2020 e la seconda che entrerà in vigore dal 2021 al 2027.
Servono certezze a tutti i produttori del mondo rurale e potrebbe essere utile prorogare per almeno due anni le norme ad oggi in vigore.

Secondo il report della Camera dei deputati – Ufficio Rapporti con l’Unione Europea e dedicato al quadro finanziario pluriennale 2021-2027, per ora la Commissione Europea prevede finanziamenti pari a 365 miliardi di euro, corrispondenti al 28.5% dell’intero bilancio per la nuova PAC, con una riduzione del 5% rispetto ai 7 anni precedenti. I tagli specifici per il territorio italiano ammonterebbero a 3 miliardi di euro e andrebbero a colpire le aziende più grandi.

La Brexit potrebbe rappresentare una sfida per tutti gli altri membri dell’UE: secondo le prime stime infatti, l’uscita del Regno Unito dagli stati membri potrebbe comportare la perdita di 10-12 miliardi del bilancio annuale europeo, e questo richiederebbe uno sforzo maggiore da parte dei restanti 27 Paesi comunitari.

Per definire quale sarà il reale piano di azione del prossimo decennio, tuttavia, mancano ancora due importanti elementi: capire chi prenderà il posto di Hogan e soprattutto quanti finanziamenti verranno stanziati per il settore dell’agricoltura.

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