Il 10 maggio Ipsos ha presentato un incontro dal titolo “The third moment of truth: il packaging sostenibile è il nuovo tsunami?”, che si è tenuto presso il Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano e che ha cercato di rispondere ad una domanda sempre più frequente: come usare meno plastica?
L’evento restituisce l’immagine di una società profondamente cambiata nel tempo.

Sempre più italiani temono l’incombenza di un disastro ambientale, pensano di aver contribuito alla produzione di rifiuti inquinanti e percepiscono la plastica come un reale problema attuale.

Lo studio condotto

Ipsos si occupa di persone, mercati e brand: settori in continua evoluzione. Lavorano per clienti che vogliono comprendere nel dettaglio il loro audience e le tendenze di mercato nel quale sono inseriti. In questo senso svolgono attività di ricerca e sondaggio per studiare come evolvono le opinioni del grande pubblico internazionale.

Gli italiani appaiono sempre più sensibili al tema della sostenibilità ambientale e adottano per questo uno stile di vita attento alle scelte quotidiane. In uno dei nostri precedenti articoli abbiamo discusso di come la consapevolezza dell’opinione pubblica rispetto al tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale abbia subito modifiche sostanziali nel tempo, mostrando un trend in crescita. Aumenta l’impegno quotidiano delle persone, che prestano attenzione alle possibili conseguenze ambientali delle proprie scelte.

Non solo gli italiani accettano di dover compiere qualche sacrificio individuale, ma sono disposti anche a spendere cifre più alte, se queste garantiscono un minore impatto ambientale. Al supermercato, cioè, le famiglie cercano prodotti di aziende che danno prova di un impegno concreto nei confronti dell’ambiente. Aziende che dimostrino di aver lavorato per la riduzione degli scarti di produzione, degli imballaggi e degli sprechi di materiale nelle fasi di lavorazione dei prodotti. Sempre più italiani rifiutano di acquistare articoli che sono imballati con materiali non riciclabili e boicottano negozi che non offrono la possibilità di scegliere una spesa sostenibile a livello ambientale.

Il ruolo delle aziende produttrici diventa così sempre più centrale nell’abbattimento della produzione di plastica e più in generale nel tema della sostenibilità ambientale. I consumatori, infatti, assegnano la responsabilità e il dovere di trovare nuove soluzioni per la riduzione del materiale utilizzato nelle catene produttive proprio alle aziende stesse.

Come usare meno plastica, nuove idee!

Tuttavia, non solo le scelte individuali contribuiscono alla produzione e al consumo di plastica. In alcune occasioni siamo quasi obbligati ad utilizzare prodotti poco sostenibili: gli aeroporti sono una di queste situazioni. Bottigliette di plastica che devono essere gettate perché non superano i controlli al check-in e altre bottiglie acquistate a prezzi eccessivi negli store interni.

Finalmente la svolta su come usare meno plastica: a seguito delle raccomandazioni 2015 dell’Airport Council International sempre più aeroporti stanno installando dei punti d’acqua dove poter riempire le proprie borracce.

L’associazione inglese Refill ha sviluppato un’app che mette a disposizione le mappe dei siti dove è possibile rifornirsi. Nel sito Water At Airports è possibile consultare gli aeroporti che hanno aderito al progetto. La ricerca è organizzata per Stati. Ad oggi viene distribuita acqua gratuita in aeroporti come quelli di Manchester, San Francisco, Helsinki, Oslo e Sydney. L’Italia appare un po’ in ritardo rispetto al trend mondiale e le fontanelle sono disponibili solo a Roma, Napoli e Catania.

L’invasione della plastica è un ostacolo che dobbiamo superare e la sensibilità dell’opinione pubblica non basta. Sono ancora molti i prodotti realizzati con materie plastiche, che le persone ritengono insostituibili e irrinunciabili. Tra questi emergono i contenitori dei detersivi, i sacchetti di plastica, le posate monouso e i giocattoli.

Abbiamo reso la plastica una compagna quotidiana senza la quale non sapremmo come sostituire tanti piccoli gesti quotidiani.
L’esperienza degli aeroporti ci dimostra però che possiamo gettare le basi per individuare nuove soluzioni creative ed efficienti.

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