A tutto gas! O forse no?

Inquinamento dell’aria, caldo torrido, smog… quante volte ripetiamo queste parole ogni giorno? Abbiamo bisogno di nuove soluzioni, che coinvolgano numerosi aspetti della nostra vita quotidiana: la mobilità è uno di questi.

Sempre più persone si spostano con l’ausilio di mezzi condivisi con una nuova attenzione al tema dell’inquinamento ambientale. Anche l’Europa si sta impegnando per sviluppare progetti innovativi, che riguardano il mondo dei trasporti pubblici. In questo articolo analizziamo il trend della cosiddetta Sharing Mobility e tre progetti pilota, che si propongono di stimolare l’uso dei mezzi pubblici e allo stesso tempo ridurre il loro impatto ambientale.

Sharing Mobility: la rivoluzione dei trasporti

I dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, condivisi nel 3° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility si riferiscono al 2018 e dimostrano che la condivisione dei mezzi è un settore in crescita in Italia, che coinvolge 5,2 milioni di italiani, un milione in più rispetto al 2017.

Nella totalità i servizi di condivisione dei mezzi di trasporto sono 363, con un aumento di 14 unità rispetto al 2017 e con un tasso di crescita del 12% all’anno.
Si tratta di una diffusione prevalente nel nord Italia, dove riscontriamo il 60% di tutta l’offerta.

Il trend in crescita della sharing Mobility si spiega con un evidente aumento del numero dei servizi disponibili (+100 rispetto al 2015), oltre che con la diffusione di questa modalità di viaggio in un maggior numero di città.

Ma non si tratta solo di un aumento quantitativo, poiché il settore della mobilità si dimostra in crescita anche dal punto di vista dell’attenzione ambientale. L’elettrico, infatti, gioca un ruolo importante registrando una crescita del 27% nel 2017 e del 43% nel 2018.
I mezzi utilizzati per la condivisione inoltre risultano essere sempre più leggeri e meno ingombranti.

Automobili

La condivisione delle automobili appare in crescita, con 7961 mezzi disponibili; ad essere apprezzate sono soprattutto le vetture noleggiate in “free floating”, vale a dire quelle che possono essere lasciate in un punto di raccolta differente da quello del ritiro.
Utilizzano questo servizio soprattutto gli uomini, che hanno meno di 50 anni e che vivono in grosse città come Milano, Bologna e Roma.

Oltre al car-sharing, un’importante crescita è registrata anche dal car-pooling, vale a dire la condivisione di passaggi, soprattutto su lunghe percorrenze extra-urbane.

Biciclette

Il Bikesharing coinvolge circa 35.800 biciclette, con un leggero calo del 9% rispetto al boom del 2017. Resta comunque un importante sistema di condivisione, che coinvolge solo nelle città di Torino, Milano e Bergamo quasi 400.000 persone.

Scooter

Se dovessimo immaginare un podio, la sharing mobility degli scooter si guadagnerebbe la medaglia d’oro del 2018. Un trend in crescita di oltre 4 volte rispetto al solo anno precedente, contando 2240 mezzi, quasi totalmente con un un’alimentazione elettrica.  Parliamo di circa 171.000 cittadini, limitati tuttavia ancora alle grandi città come Milano, Roma e Torino.

In Italia: il progetto “Più ricicli più viaggi”

Un importante traguardo per la mobilità di Roma, che premia chi ricicla la plastica.

In uno dei nostri articoli precedenti abbiamo discusso di quanto gli italiani percepiscano la plastica come un vero e proprio problema e di quali soluzioni è possibile adottare per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

Il Comune di Roma, con la sindaca Virginia Raggi, ha sviluppato il progetto in collaborazione con CoriPet, un sistema per la gestione degli imballaggi in PET per liquidi alimentari. MyCicero e Tabnet, app dedicate alla mobilità, invece, hanno garantito al progetto la loro consulenza tecnica.

“Più ricicli più viaggi” stimola la raccolta differenziata della plastica, garantendo un credito utilizzabile per l’acquisto di biglietti.

Come funziona?

Presso le fermate della metro Cipro (metro A), Piramide (metro B) e San Giovanni (metro C), i cittadini possono gettare una o più bottiglie di plastica all’interno di contenitori appositi. Grazie al riconoscimento tramite smartphone, saranno riconosciuti all’account attivo 5 centesimi per ogni bottiglia riciclata.
Potranno essere collezionati crediti senza limiti e al massimo dopo 5 minuti dal conferimento dei rifiuti, il credito sarà disponibile per procedere con l’acquisto dei titoli di viaggio. Gli sconti possono essere utilizzati sui biglietti da 100 minuti, 24h, 48h, 72h oppure sugli abbonamenti mensili.

La sperimentazione del progetto pilota avrà una durata di 12 mesi ed ha un duplice scopo: da un lato incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, dall’altro stimolare un maggior riciclo dei rifiuti di plastica.

In Germania: il costo dei mezzi diminuisce

Berlino vuole promuovere l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici e per farlo punta sulla fattibilità economica. L’equazione a cui ha pensato l’amministrazione comunale è piuttosto banale: se conviene, allora avrà successo. Pagare solo 1€ al giorno per utilizzare l’intera rete pubblica: autobus, tram, metropolitana e traghetti. Oggi il costo dello stesso abbonamento annuale si attesta almeno al 50% in più, superando i €700,00.

È ancora una proposta, ma il sindaco Michael Müller spinge per attivare questa promozione entro i prossimi due anni. Serve tempo, perché una riduzione sensibile del costo degli abbonamenti porterebbe ad una crescita esponenziale degli utenti attivi. Per questo sarà necessaria un’implementazione delle reti di trasporto.

In Inghilterra: il progetto di green economy

L’Inghilterra, invece, promuove un progetto ferroviario alimentato a energia solare e apre la strada all’uso di fonti rinnovabili anche per la mobilità ferroviaria.

Nel mese di agosto 2019 la stazione di Aldershot, che dista circa 1 ora da Londra, sarà protagonista di questo nuovo inizio. 135 pannelli solari, installati in aree rurali incolte e inutilizzate che si trovano nei pressi della stazione ferroviaria, saranno utilizzati per fornire energia direttamente ai mezzi pubblici. Secondo le aspettative, i pannelli solari potrebbero garantire fino al 10% dell’energia necessaria alla mobilità dei treni.

Da questo progetto pilota e dai risultati ottenuti dipende lo sviluppo di altre sperimentazioni più grandi.
La South Western Railway dichiara, infatti, un’importante sensibilità al tema dell’inquinamento e della sostenibilità ambientale. All’interno del Report 2018 dedicato ai clienti riporta di aver aumentato del 74% il tasso di riciclo dei rifiuti e di avere l’intenzione di procedere con la certificazione ISO 14001 e ISO 5000 per migliorare le performance di sostenibilità.

Sharing Mobility: il futuro a portata di mano?

Quando negli anni ’80-’90 andava in onda il cartone animato della famiglia Jetson, i bambini facevano merenda pensando al futuro. Lo ricordate, no? Dinamiche familiari ambientate in un’epoca spaziale futura.

E così, siamo cresciuti con l’idea che il futuro delle automobili e del trasporto potesse essere solo quello di progettare magnifiche astronavi, in grado di guidare da sole, scaricarci a lavoro e a scuola con delle piccole navicelle volanti e poi richiudibili in pratiche valigette.

Ma se il futuro prossimo non fosse così lontano? E se la soluzione del nostro futuro-presente fosse solo imparare a condividere gli stessi mezzi? Scegliere di trasformare il problema di oggi, in un’opportunità.
Poi chissà, dalle auto elettriche e dai pannelli solari, riusciremo a costruire nuovi mezzi e nuove alternative alla sharing mobility.

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