“Houston, qui Base Tranquillità, l’Aquila è atterrata.”

Con queste parole, il 20 luglio 1969, esattamente 50 anni fa, l’astronauta Neil Armstrong, fa sapere che il modulo lunare dell’Apollo 11, Eagle, l’Aquila, si è posato sicuro sulla superficie della Luna, nel Mare della Tranquillità. Davanti a milioni di persone sulla Terra, che seguono la diretta, l’uomo ha finalmente raggiunto il satellite coronando un sogno di migliaia di anni.

Dallo storico lancio del 16 luglio, sono passati quasi quattro giorni e mentre Michael Collins orbitava intorno alla Luna nel Modulo di Comando, Armstrong pilotava il Lunar Lander, guidato dal suo copilota, Buzz Aldrin. Subito dopo l’allunaggio gli astronauti sono rimasti nel modulo e hanno controllato tutti i sistemi e configurato l’imbarcazione per la sua permanenza lunare, poi, in consultazione con la NASA, hanno mangiato e deciso di saltare il riposo programmato per iniziare l’esplorazione. Una videocamera installata in un pannello all’interno garantiva immagini dal vivo e così tutti hanno potuto vedere le immagini di Armstrong, il primo uomo, che scendeva una piccola scala e pronunciava “Questo è un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità”.

Durante le due ore e mezzo trascorse sulla superficie gli astronauti hanno installato diversi esperimenti, raccolto campioni di suolo lunare e roccia, hanno issato una bandiera degli Stati Uniti, parlato con il presidente Richard Nixon e posto una targa celebrativa sul terreno. Inoltre, hanno deposto delle medaglie commemorative con i nomi di colleghi astronauti e cosmonauti caduti in volo e in addestramento, incluso l’equipaggio di Apollo 11 e Yuri Gagarin, quindi, hanno lasciato un disco di silicio con messaggi provenienti da 73 paesi diversi.

Dopo i primi due moonwalker, ci sono state altre sei missioni, cinque delle quali hanno portato a termine con successo l’allunaggio tanto che altri dieci astronauti hanno camminato sul satellite. Nel ricordare questa straordinaria impresa del programma spaziale americano e del mondo intero, si deve rendere omaggio anche a tutte le persone, ingegneri, collaudatori, progettisti, scienziati, che, a vario titolo, hanno lavorato duramente nelle missioni Mercury, Gemini e Apollo, e a tutti coloro che hanno permesso all’uomo di portare a termine con successo la conquista della Luna.

Maria Giulia Andretta
Storico della scienza e della tecnica e divulgatrice scientifica

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